Bentornati su Clash News

Mentre in tempi non sospetti, la Cina dettava regole per limitare l’uso dei videogiochi, in un paese in cui il controllo digitale cresce a dismisura, nuove regole stanno colpendo colossi come “Tencent” (multinazionale cinese, la quale possiede parte della Supercell di Clash Royale), e di conseguenza mette a dura prova l’utenza di Clash of Clans stessa.

Ma veniamo al dunque, di quali regole si tratta? E in che modo Clash of Clans accusa il colpo?

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La Cina è il secondo mercato dopo gli Stati Uniti, nel settore dei videogiochi, con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Una guerra iniziata dal Ministero della Pubblica Sicurezza di Pechino, la quale mira a verificare l’identità dei minori ed a limitare l’uso dei videogames, tende a ledere il territorio dei giochi elettronici.

“Non più di un’ora e mezza al giorno e mai dopo le 22:00”, norme queste per limitare l’accesso ai minori; in fatto di videogames inoltre è possibile giocare un massimo di tre ore nei weekend ed in più è stato imposto un limite di spesa, toccando di conseguenza l’interesse di un numero considerevole di giochi elettronici, tra questi anche Clash of Clans. Un tetto massimo di spesa di circa 25 euro al mese fino ai 16 anni e di 50 euro al mese dai 16 ai 18 anni.

Tutto questo per far fronte alla crescente dipendenza da videogames.

Ma se da un lato il Governo cinese cerca di instaurare un miglior rapporto tra utente e videogioco dall’altro lato un fenomeno in controtendenza emerge  tra la popolazione orientale e questo fenomeno si chiama “Plague Inc”.

Di cosa si tratta?

“Plague Inc” è un gioco di strategia creato da un’azienda britannica “Ndemic Creations” e lanciato nel mercato nel 2012. Scopo principale del gioco è diffondere un virus letale in grado di sterminare la razza umana. Molto criticato per il messaggio che trasmette ai giovani, trova la sua massima diffusione proprio in questi giorni.

Atrocemente attuale, se pensiamo al “Coronavirus”, virus che causa infezioni respiratorie e che in molti abbiamo ormai sentito parlare fino allo sfinimento nei telegiornali di tutto il mondo.

“Plague Inc” infatti, dopo i primi contagi è stato uno dei videogiochi più scaricati in Cina, raggiungendo milioni di download in breve tempo.

Una vera e propria psicosi da virus, che i cinesi stanno affrontando tuffandosi in un videogioco che i creatori stessi definiscono “terribilmente realistico”.

Ebbene si, spopola il simulatore di epidemia, quasi a voler diminuire la distanza tra finzione e realtà, non voglio definirlo un fenomeno, ma una strana tendenza, uno strano modo di affrontare la paura in un clima fuori dall’ordinario.

Voi cosa ne pensate? Vi vengono in mente connessioni con  altri videogiochi?

Diteci la vostra

Fabiola

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