In Italia non sono molti i clan che si può dire abbiano fatto la storia di Clash of Clans, e sono ancora meno i player considerate delle vere e proprie leggende, pietre miliari all’interno di un ambiente virtuale che si sono caparbiamente prefissati degli obiettivi ambiziosi, in un periodo in cui questi obiettivi risultavano estremamente difficili da raggiungere, sicuramente più di quanto non lo siano attualmente. Tra questi clan e questi player il nome degli Italian Champs e quello del loro leader, Valerio, sicuramente spiccano tra tanti per la loro storia e per i grandi risultati raggiunti. Abbiamo intervistato Valerio, memoria storica di Clash of Clans, detentore per moltissimo tempo del record di coppe italiano (6405 coppe realizzate in un periodo in cui le 6.000 coppe erano un miraggio per la maggioranza), solo recentemente superato, scoprendo in lui una persona affabile e con una conoscenza del gioco e di tutti i suoi meandri che lasciano ben immaginare il tempo e la passione che ha impegnato nello sviluppo dei suoi profili di gioco e nel raggiungimento di obiettivi che sono alla portata di pochi.

Valerio ci ha raccontato la complessa storia del suo Clan, che ha attraversato varie fasi, alleanze, fusioni e scissioni, cambiando più volte “pelle” e nome: nati come Italy Sky nel lontano 2014, sono nel corso del tempo divenuti Italy Bro a seguito del loro accesso in una alleanza internazionale, per poi divenire King Italy Bro (clan attualmente attivo) fino ad arrivare agli attuali ed oramai consolidati Italian Champs, Clan all’interno del quale sono confluiti player provenienti da diverse realtà, quasi totalmente orientato al “push trophy” (ovvero alle cosiddette “scalate” per il raggiungimento del maggior numero di coppe possibile) anche se dalle ottime doti “guerrafondaie” considerato che ha partecipato al torneo organizzato da Italy Top Clash “War League Championship”, il più grande mai realizzato in Italia, con la presenza di ben 45 Clan, arrivando fino agli ottavi di finale con delle performance eccezionali.

Una delle domande poste a Valerio riguardava proprio questo aspetto, ovvero questa sorta di “leggenda metropolitana”, per restare in tema, che circola attorno ai clan orientati alle scalate, che vuole che questi Clan non siano poi così forti in war. I risultati raggiunti dagli Italian Champs nel corso del torneo smentiscono ampiamente questa cosa e Valerio ci fa notare come il potenziale punto debole degli “scalatori” può essere individuato nelle difese, ovvero nella loro capacità di variare ed aggiornare con una frequenza elevata i layout dei loro villaggi. La vita sul gioco di uno scalatore è infatti segnata da ritmi frenetici, ed ogni minuto del loro tempo vale posizioni in classifica; per questo motivo i player che gravitano nelle posizioni più alte delle classifiche fanno fatica ad impegnare il tempo passato in game per aggiornare o implementare le loro basi di guerra sottraendolo ad attacchi che permettono loro di guadagnare trofei.

Gli Italian Champs appartengono ad una grande “family” costituita da molti altri clan e con il loro progetto denominato “La Fenice” 50 tra i player che a fine stagione hanno raggiunto i livelli più elevati con il maggior numero di coppe detenute, si ritrovano tutti in un unico clan con lo scopo, finora quasi sempre raggiunto, di posizionarsi al primo posto nella classifica nazionale

Ci sarebbero molte altre cose da scrivere, Valerio ci ha raccontato delle sue mille soddisfazioni e anche delle molte delusioni che inevitabilmente si affrontano in un ambiente tanto competitivo quanto paradossalmente poco meritocratico, e probabilmente ritorneremo su questo grande Clan e sul loro leader che ringraziamo per la sua disponibilità e per le tante cose che ci ha fatto scoprire.